Frankenstorm: uragani e cambiamenti climatici

L’uragano Sandy visto dal satellite.

Il Nord America si interroga sui fenomeni meteorologici sempre più frequenti e violenti.

In America li hanno già soprannominati “Frankenstorm”, e non solo per via del terrore e della distruzione portata da Sandy pochi giorni prima di Halloween. Sono infatti numerose le prove che portano a considerare i sempre più violenti uragani che si abbattono sul centro-nord America come una diretta conseguenza dell’azione dell’uomo, e non come un fenomeno naturale.

In America li hanno già soprannominati “Frankenstorm”, e non solo per via del terrore e della distruzione portata da Sandy pochi giorni prima di Halloween. Sono infatti numerose le prove che portano a considerare i sempre più violenti uragani che si abbattono sul centro-nord America come una diretta conseguenza dell’azione dell’uomo, e non come un fenomeno naturale.

Il rapporto tra l’aumento globale delle temperature e l’estremizzarsi dei fenomeni meteorologici non è certo un tema nuovo. Da molti anni i climatologi si dividono tra scettici e sostenitori di questa tesi. Non è ancora chiaro, infatti, in che misura il  singolo fenomeno meteorologico possa essere ricondotto a tendenze macroscopiche come il cambiamento climatico.

Vero è che, in base agli studi più recenti, negli ultimi tre decenni è quintuplicato il numero delle catastrofi naturali e parallelamente è cresciuto anche il numero delle vittime. La temperatura degli oceani è cresciuta di oltre 5 gradi sopra la media, e questo ha prodotto molta più evaporazione che le tempeste raccolgono e scaricano sempre più a Nord e con una violenza sempre maggiore.

La compagnia di assicurazioni Munich Re ha recentemente pubblicato uno studio intitolato Severe Weather in Nord America, secondo il quale In nessun’altra parte del mondo l’incremento delle catastrofi naturali è evidente come in Nord America”.  Il rapporto ha individuato nel riscaldamento globale uno dei principali colpevoli di questo fenomeno: “Il cambiamento climatico incide in particolare sulla formazione delle ondate di calore, sui periodi di siccità, sulle precipitazioni intense e a lungo termine, probabilmente, anche sull’intensità dei cicloni tropicali”.

Un dibattito che ha coinvolto media e cittadini americani e che ha riportato in auge il tema del cambiamento climatico all’interno dell’agenda politica americana in occasione della campagna presidenziale.

Il nostro Paese non è fortunatamente a rischio uragani, ma si è dimostrato in più di un’occasione molto fragile di fronte a fenomeni meteorologici particolarmente intensi. “Anche in Italia stiamo assistendo ad una intensificazione di eventi, che non sono uragani ma determinano conseguenze importanti” – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. ”Negli ultimi venti anni, dobbiamo purtroppo prendere atto che si stanno manifestando eventi descritti dai climatologi come conseguenze dei cambiamenti climatici”.

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