Riscaldamento globale ed esondazioni, milioni di persone a rischio

Secondo lo studio di un istituto di ricerca tedesco, il riscaldamento globale contribuirà a un incremento del rischio di esondazioni dei fiumi nel prossimo decennio, mettendo in serio pericolo milioni di persone in tutto il mondo.

Una relazione pericolosa, quella fra riscaldamento globale ed alluvioni. Già allo stato attuale, le esondazioni dei fiumi sono una delle forme più diffuse e dannose di disastri naturali nel mondo. A quanto pare, tuttavia, in tempi di cambiamento climatico non c’è limite al peggio: secondo uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research, in Germania, le temperature in aumento contribuiranno a causare un incremento del rischio di esondazioni nel prossimo decennio, mettendo in serio pericolo milioni di persone.

Nonostante l’analisi prenda in considerazione le politiche salvaclima attualmente pianificate, è stato calcolato che la superficie terrestre continuerà ad aumentare ancora per 20-30 anni, e che le conseguenti modifiche dei modelli delle precipitazioni incideranno sui livelli dei fiumi, portandoli ad esondare in modo più frequente e cospicuo. L’antidoto? Un’attenta pianificazione per prevenire il rischio idrogeologico.

Per riuscire nell’intento, serve tempestività. Soprattutto -rivela lo studio pubblicato sulla rivista Science Advances- in alcune zone del mondo: gran parte degli Stati Uniti, aree dell’India e dell’Africa, in Indonesia e nell’Europa Centrale. La mancanza di provvedimenti -avverte- esporrebbe milioni di persone a violente alluvioni, con tutti i negativi annessi e connessi.

“Oltre la metà degli Stati Uniti deve perlomeno raddoppiare il suo livello di protezione entro i prossimi due decenni se vuole evitare un drammatico aumento del rischio di esondazioni dei fiumi” ha dichiarato Sven Willner, autore principale dello studio, che quantifica in un numero variabile fra 100.000 e 1 milione di statunitensi potenzialmente coinvolti dal fenomeno. Le cifre, d’altra parte, sono importanti ovunque: da 6 a 12 milioni di persone in Sudamerica, da 25 a 34 milioni in Africa, da 70 a 156 milioni in Asia.

L’analisi è basata su esaustive simulazioni effettuate al computer, utilizzando i dati esistenti sui fiumi provenienti da un grandissimo numero di fonti diversificate. Le informazioni sui cambiamenti nelle precipitazioni provengono dal più dettagliato progetto di comparazione sui modelli di impatto climatico esistente al mondo (ISIMIP- Inter-Sectoral Impact Model Intercomparison Project). Il dettaglio spaziale dello studio è circa 10 volte più preciso delle simulazioni climatiche al computer comunemente usate.

“I risultati dovrebbero essere un campanello d’allarme per i decisori politici” ha affermato il co-autore Anders Levermann. “Se scelgono di ignorare la questione, sfortunatamente ci saranno disastri. È giunto il momento in cui l’azione di mitigare i cambiamenti climatici deve essere accompagnata dall’adattamento al riscaldamento globale che abbiamo già provocato”. 

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