Cars pass along a road in thick smog in Beijing on February 21, 2011. Beijing went "beyond" measurable pollution levels, the US embassy said, as a Chinese official warned people to stay indoors and avoid outdoor activities. Air pollution in Beijing has been consistently listed as among the worst in the world by international organisations such as the United Nations. AFP PHOTO/GOH CHAI HIN (Photo credit should read GOH CHAI HIN/AFP/Getty Images)

Emergenza smog, quali le reazioni in Europa e nel mondo?

Cars pass along a road in thick smog in Beijing on February 21, 2011. Beijing went "beyond" measurable pollution levels, the US embassy said, as a Chinese official warned people to stay indoors and avoid outdoor activities. Air pollution in Beijing has been consistently listed as among the worst in the world by international organisations such as the United Nations.             AFP PHOTO/GOH CHAI HIN (Photo credit should read GOH CHAI HIN/AFP/Getty Images)

L’emergenza smog di questi giorni è tornata a puntare i riflettori sul problema della qualità dell’aria, responsabile secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente di quasi 500mila morti solo in Europa. Quali strumenti abbiamo a disposizioni e quali sono le misure proposte dalle amministrazioni?

Più che città, delle camere a gas. Dopo le perturbazioni che tanti dissesti hanno causato in varie parti d’Italia, il tempo lungo la penisola è in questi giorni caratterizzato dall’alta pressione, che porta con sé un rischio altrettanto pressante e letale: l’inquinamento.

Ed ecco che soprattutto al Nord, complice la nebbia, il ristagno delle sostanze inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera porta a un drastico peggioramento della qualità dell’aria. Le polveri sottili come il temibile PM10, il Biossido di Azoto (NO2), il Biossido di Zolfo (SO2) e il Monossido di Carbonio (CO) rimangono infatti imprigionate nei primi stadi dell’atmosfera, pronte per essere respirate dall’uomo con conseguenze deleterie in termini di malattie e morti premature. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente sono quasi 500mila i morti ogni anno in Europa per l’inquinamento dell’aria e ben 1,6 milioni in Cina, eppure la percezione del pericolo tra la popolazione è ancora molto bassa.

Di qui l’importanza di strumenti in grado di quantificare, rendere visibile e accessibile il problema a tutti. A questo proposito, è online e liberamente consultabile la prima mappa mondiale che mostra in tempo reale la qualità dell’aria e la circolazione degli inquinanti. Si chiama AirVisual Earth ed è stata realizzata da un gruppo internazionale di ricercatori  grazie ai dati elaborati dai satelliti e da 8.000 stazioni di rilevamento a terra. La decodificazione da parte dell’utente è semplice e immediata: i colori indicano il livello di inquinamento, partendo dal verde (basso livello di concentrazione di particolato) e arrivando al porpora (altissimo livello di concentrazione, pericoloso per la salute).

Ma una volta stabiliti i livelli di smog, come reagiscono le città e le metropoli a questa emergenza? Quali sono le contromisure a breve e a lungo termine? Nell’immediato, mentre da Milano a Roma, da Venezia a vari comuni piemontesi arrivano fermi auto che stentavano a partire, Parigi ha in questi giorni reso gratuiti i mezzi pubblici metropolitani, per spingere i cittadini a utilizzare alternative all’auto privata.

Come sottolineano gli ambientalisti d’Europa, misure temporanee come queste non possono bastare ad affrontare il problema, che necessita di una strategia mirata a un incremento reale della mobilità sostenibile. In questo senso, Londra scommette sulle biciclette: l’amministrazione, alle prese con preoccupazioni crescenti circa la qualità dell’aria, ha dichiarato che investirà 770 milioni di sterline in cinque anni per sviluppare la propria rete ciclabile.

Al contempo, quattro importanti città hanno recentemente annunciato al meeting internazionale di sindaci  C40 Cities una svolta senza precedenti per le loro politiche anti-inquinamento. La stessa Parigi, Atene, Madrid e l’extra-europea Città del Messico metteranno al bando tutti i veicoli diesel (che nel Vecchio Continente costituiscono quasi il 50 per cento dei veicoli in circolazione) entro il 2025.

Non possiamo più tollerare l’inquinamento atmosferico, i problemi di salute e le morti che provoca” ha commentato il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. “I grandi problemi come l’inquinamento dell’aria richiedono un’azione coraggiosa, e invitiamo i produttori di automobili e di autobus a unirsi a noi”.

L’offerta da parte del mercato di veicoli meno inquinanti, elettrici e diesel, uniti a un necessario cambio di mentalità da parte dei cittadini-consumatori, può costituire una solida base -sul fronte dei trasporti- per “ripulire” via via l’aria che respiriamo. Senza l’ansia del meteo e dell’alta pressione.

 

You may also like...

Iscriviti alla Newsletter!

Iscriviti per non perdere le news di Nonsoloambiente!