Emergenza mercurio: l’Unione europea corre ai ripari

UnioneEuropea

Previsto per il 2018 un nuovo regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio per allineare maggiormente la legislazione comunitaria alla convenzione internazionale di Minamata.


Alla luce della molteplicità di fonti sia naturali che antropiche e, di conseguenza, dell’ampio ventaglio di utilizzi (due su tutti, l’attività mineraria e la composizione dell’amalgama dentale), il mercurio è praticamente diffuso in tutto il mondo, finendo, tuttavia, per porre seri problemi di carattere sanitario e ambientale. Tante sono, infatti, le patologie legate all’esposizione e all’ingestione del mercurio e relativi composti, con complicazioni gravissime per cervello, polmoni, reni e sistema immunitario, che spesso portano al decesso; tra queste, la malattia di Minamata prende il nome da una città giapponese che, a seguito un episodio di inquinamento persistente occorso a metà degli anni ’50 (rilascio di metilmercurio di fonte industriale nelle acqua della baia antistante la città), negli anni a seguire ha contato oltre 2.000 vittime umane e un numero incalcolabile di animali (di allevamento e selvatici) deceduti.
Sulla scorta di questo gravissimo episodio, nel 2013, dopo 4 anni di lavori preparatori sotto la direzione del programma delle nazioni unite per l’ambiente (UNEP – United Nations Environment Programme), è stata firmata da oltre 90 paesi (tra cui l’Italia) una convenzione, che ha preso proprio il nome di Convenzione di Minamata, finalizzata a tutelare proteggere l’uomo e l’ambiente dall’impatto negativo del mercurio. Tra i punti principali del documento, il divieto all’apertura di nuove miniere e un limite massimo di 15 anni dalla ratifica della Convenzione per quelle esistenti, severi limiti al commercio internazionale, la graduale dismissione di prodotti (termometri, lampade a fluorescenza) e processi (estrazione del carbone e dell’oro) che prevedono l’utilizzo di mercurio e composti e nuove regole per la gestione in sicurezza dei rifiuti contenenti questo elemento.
A livello comunitario, esiste un consolidato corpus legislativo in materia – del quale il regolamento (CE) n. 1102/2008 costituisce il “capofila” – che recepisce e attua le disposizioni della Convenzione, anche se non integralmente. Mentre, infatti, gli obblighi sul divieto di esportazione e sull’inquadramento come “rifiuto” e il conseguente stoccaggio per determinate forme possono considerarsi assolti, altri punti quali l’importazione e determinati processi produttivi che contemplano l’uso di mercurio, secondo una rilevazione della stessa Unione europea, restano ancora disallineati dal protocollo internazionale. Per colmare questo gap, a febbraio di quest’anno è stata formulata una proposta di un nuovo regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sul mercurio, abrogativo dell’attuale regolamento (CE) n. 1102/2008, la cui entrata in vigore è prevista a partire dal 1° gennaio 2018.
In conclusione, l’applicazione della convenzione di Minamata a un numero sempre maggiore di paesi dovrebbe garantire una sensibile diminuzione del livello complessivo di contaminazione da mercurio nei terreni, nelle falde acquifere e persino in atmosfera, vista l’elevata mobilità delle emissioni; requisito indispensabile è la volontà, da parte degli stati che hanno aderito alla Convenzione, di adottare le migliori tecniche disponibili ai fini di ridurre le emissioni dei grandi impianti industriali, oltre a tutto quanto espressamente previsto dal documento internazionale.

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