Cop21: le industrie ferroviarie puntano sul green

Alla conferenza mondiale sul clima 75 compagnie ferroviarie firmano la “Low Carbon RailTransport Challenge” per dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 e ridurre il ruolo della gomma nei trasporti. 

Alla conferenza mondiale sul clima 75 compagnie ferroviarie firmano la “Low Carbon RailTransport Challenge” per dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 e ridurre il ruolo della gomma nei trasporti. 

Il treno rappresenta la soluzione a meno impatto carbonico, incidendo solo per l’1% delle emissioni. Per questa ragione 75 compagnie ferroviarie mondiali hanno sottoscritto a Parigi, nell’ambito della Conferenza Mondiale sul Clima, la “Low Carbon RailTransport Challenge”. 

Si tratta di un impegno ufficiale firmato, nella cerimonia coordinata dal direttore dell’UIC (unione internazionale delle ferrovie) Jean-Pierre Loubinoux e dal direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Raimondo Orsini, da 75 amministratori delegati in cui da un lato si impegnano a ridurre le proprie emissioni ed i propri consumi al 2030 e 2050, e dall’altro sfidano i decisori politici entro il 2030 a realizzare un raddoppio della quota delle ferrovie nel mercato del trasporto passeggeri e a pareggiare la quota delle ferrovie nel mercato delle merci con quella della gomma, sempre al 2030.

I trasporti valgono il 23% delle emissioni serra globali e sono il cliente più difficile nel percorso di riconversione ecologica: per cambiare i numeri globali, migliorare il trasporto su ferro, da solo, non basta poiché la costruzione e la gestione di un chilometro di via ferrata comporta già emissioni serra dieci volte inferiori a quelle prodotte da un chilometro di asfalto. 

È necessario dunque ridurre il ruolo della gomma e per invertire questo trend con investimenti massicci. IEA (Agenzia Internazionale delle Ferrovie) stima, infatti, che per soddisfare le esigenze di una domanda di trasporto in continuo aumento si dovrà spendere da oggi al 2050 la cifra complessiva di 120 trilioni di dollari (a prezzi 2010).

Inoltre, per abbattere le emissioni c’è comunque bisogno di un trasporto su ferro che non aumenti solo la quantità ma anche la qualità. Il COP21 è stata anche l’occasione per riflettere sull’opportunità di reindirizzare parte dei trasporti attualmente effettuati su gomma e presentare la ricerca “Energy Consumption and CO2 emissions of railways in the world” pubblicata dall’UIC e IEA con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Lo studio dimostra che l’impatto ambientale del trasporto su ferro sta scendendo grazie all’elettrificazione delle linee che è arrivata al 21% su scala globale, con l’Italia che guida la classifica a quota 72%.

Se l’enorme crescita della domanda di trasporto al 2030 e 2050, prevista soprattutto in Cina, India, Russia e nei paesi emergenti, non sarà affiancata da un “modal shift” verso la ferrovia, sia nel settore passeggeri che in quello merci, il rischio sarà quello di compromettere il target dei 2 gradi centigradi di massimo aumento della temperatura, previsti dallo scenario IEA.

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