Italia calda come l’Egitto: ecco il mondo nel 2100

Una mappa interattiva mostra l’ innalzamento delle temperature mondiali e due scenari: con le emissioni attuali e con un loro dimezzamento, fondamentale per limitare l’aumento delle temperature medie a un massimo di 2 gradi.

Ogni stagione porta con sé chiari segni ed evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici in corso: se in primavera vi abbiamo segnalato le variazioni che hanno coinvolto la stagione dei pollini, oggi siamo di fronte ad un tema ancor più delicato, quello delle risorse idriche. Mentre dieci Regioni d’Italia si preparano a richiedere lo stato di calamità, Roma guarda in direzione del razionamento della fornitura d’acqua.

I più scettici possono comunque continuare a vedere il problema come ciclico e slegato dai cambiamenti climatici. Una mappa interattiva, però, rende ora più difficile continuare a negare strenuamente che vi sia un innalzamento delle temperature in corso.

La mappa, pubblicata da Climate Central, mostra la media delle temperature nelle principali città del mondo durante l’estate, con una previsione al 2100. Per ogni città viene indicata quale altre centro urbano presenta, già oggi, le stesse temperature medie.

Così scopriamo che, se le emissioni inquinanti non caleranno, entro il 2100 la media estiva di Milano e Roma passerà da 25.2° a 32.6°, vetta che attualmente possiamo sperimentare a Porto Said, in Egitto.

Un taglio moderato delle emissioni (definito come il dimezzamento di quelle attuali) frenerà invece il fenomeno, portando le città italiane “soltanto” all’attuale temperatura media di Madrid, 28.9°.

La mappa prende in considerazione i grandi centri urbani, i quali saranno le realtà che maggiormente subiranno le conseguenze dei cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature.

Secondo gli scienziati del Climate Central, sarà l’est Europa a subire maggiormente le conseguenze: le 10 città che saranno oggetto dell’innalzamento delle temperature più repentino saranno Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Belgrado (Serbia), Madrid (Spagna), Bucharest (Romania), Yerevan (Armenia), Zagabria (Croazia), Sarajevo (Bosnia), Lubiana (Slovenia) e Budapest (Ungheria).

Questo perché il fenomeno delle isole di calore, ovvero la creazione di un microclima più caldo all’interno delle aree urbane rispetto alle aree rurali esterne, sarà più accentuato nelle città con la più rapida crescita della popolazione.

Nell’impossibilità di bloccare completamente l’innalzamento delle temperature, l’obiettivo al quale guardare è un innalzamento medio inferiore o pari ai due gradi, per limitare le conseguenze negative per il pianeta e per l’uomo, in parte già manifeste oggi.

 

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