Bielorussia: opportunità paese per le energie da fonti rinnovabili

Potenzialità del territorio e agevolazioni governative emergono dall’intervista realizzata a  Vladimir P. Nistiuk, Presidente BREA

Il settore delle energie rinnovabili riveste grande importanza per la Bielorussia alla luce dei benefit concessi agli investitori esteri e delle feed-in tariff applicate.

Dati promulgati dall’Agenzia Nazionale bielorussia per gli investimenti e le privatizzazioni confermano che la presenza delle diverse fonti di energia rinnovabile sul territorio è così distribuita: 1600MW di potenziale per l’eolico a fronte di 2,4MW installati; 850MW di potenziale idroelettrico contro i 161MW già realizzati. Non ultimo biogas e biomasse – fonti maggiormente diffuse ed in gran parte già sfruttate – che vedono impianti presenti per una capacità complessiva installata di 131MW per il biogas e di 60MW per le biomasse

Ai dati sulla potenzialità energetica sopra esposti si aggiungono le politiche governative incentivanti, quali per esempio l’acquisto garantito dell’energia prodotta da fonti rinnovabili da parte dello Stato a tariffe preferenziali (feed-in tariffs) e l’impegno dello Stato medesimo affinché i meccanismi della libera concorrenza di mercato vengano rispettati.

Non vi è quindi dubbio alcuno sul fatto che la Bielorussia costituisca un’opportunità Paese per i prossimi anni. In tal senso ne abbiamo discusso con Vladimir P. Nistiuk – Presidente BREA (Associazione Bielorussa dei produttori di energia da fonti rinnovabili e di dispositivi e apparecchiature per il loro sfruttamento) – che ha così risposto alle nostre domande

Mr. Nistiuk, ci illustri le finalità  di BREA, Associazione da Lei presieduta.
BREA, Associazione bielorussa dei produttori di energia da fonti rinnovabili, consta di 56 membri, 12 dei quali sono partner esteri, rappresentanti loro stessi di Associazioni di categoria di produttori (leggasi Ucraina e Polonia), oltre ad aziende private produttrici di componenti e soluzioni tecnologiche a monte e a valle del processo di produzione dell’energia. I soci sono suddivisi in tre categorie merceologiche: energie rinnovabili, efficienza energetica, ecologia.

A Suo avviso, in che misura e perché BREA dovrebbe costituire un punto di rifermento per potenziali investitori esteri?
L’azione da noi svolta più comunemente è quella di agevolare l’ottenimento di autorizzazioni e permessi funzionali da parte delle autorità bielorusse per nuove installazioni. BREA inoltre contribuisce all’identificazione sul mercato di possibili partner tecnologici e/o fornitori di componenti adeguati alle esigenze sia di chi sceglie la Bielorussia come sede potenziale per un proprio dislocamento produttivo da fonti rinnovabili, sia per l’investitore estero che vuole portare a termine un’operazione economica. In entrambi i contesti, BREA è in grado di fornire la consulenza legale e amministrativa necessaria al conseguimento dell’obiettivo

Vladimir Nistiuk

Se dovessimo stabilire un ordine di priorità tra fonti rinnovabili più o meno diffuse in relazione alla potenza installata, quali risultano essere le fonti preferenziali?
Nell’ordine: biomasse, biogas, eolico, idroelettrico, solare termico e geotermia. Per quanto attiene biogas e biomasse abbiamo un nostro know how e alcuni dei nostri soci producono impianti dedicati. Componenti da Cina, Polonia e Germania vengono invece acquistati per la produzione di impianti eolici – prevalentemente minieolico, a causa della scarsa ventosità di alcune zone. Per l’idroelettrico, la stazione di Grodna costituisce a tutt’oggi una nostra best practice e due soluzioni analoghe sono in fase di costruzione. Nel campo del solare termico ci limitiamo a essere installatori di pannelli provenienti da Cina e Germania mentre progetti in coop con Austria e Svizzera sono stati realizzati nel settore geotermico e la partnership da noi realizzata con gli svizzeri è ambita anche da altri membri della Confederazione degli Stati Indipendenti.

BREA è il beneficiario da aprile 2013 (e fino a luglio 2014) di un progetto di Capacity Building promosso da EBRD (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo). Quali sono i problemi che le vostre aziende devono fronteggiare al fine di agevolare l’incremento della produzione e della distribuzione di energie da fonti rinnovabili?
Il primo aspetto deve prevedere la possibilità di lavorare insieme – aziende e Autorità Governative – al fine di predisporre normative che regolino il settore da un punto di vista tecnico e di mercato. Dal 2007 lo sviluppo delle FER è stato notevole da una parte ma – nel contempo – non regolamentato dall’altra, per mancanza di una normativa che potesse seguire di pari passo lo sviluppo industriale di questi anni. In Bielorussia non esistono standard normativi e per questo motivo i processi autorizzativi diventano lunghi con la conseguenza di dissuadere anche investitori potenzialmente interessati.
La carenza di competenze tecniche fa si che le autorità competenti non abbiano sufficiente coscienza critica per valutare le opportunità e i benefici connessi allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.

Delle considerazioni di Vladimir P. Nistiuk e delle potenzialità di mercato si dibatterà in due prossime occasioni: la conferenza stampa di presentazione del progetto in sede Ecomondo a Rimini il prossimo 6 novembre e durante l’Investment Forum previsto a Minsk a marzo 2014, alla presenza di Enti, istituzioni, Autorità bielorusse e aziende private.

Il progetto di Capacity Building è stato aggiudicato a MWH – società di consulenza e ingegneria con una lunga esperienza maturata nel settore dell’energia –  in qualità di Technical advisor.

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