BedZED, il villaggio ecologico di Londra

BedZED è un piccolo sobborgo di Londra dove la filosofia è una sola: vivere rispettando l’ambiente. Ecco che cos’è e come si articola questo ambizioso progetto.

Il Beddington Zero Energy Development (BedZED) è un’istituzione quando si parla di architettura sostenibile.

Costruito tra il 2000 e il 2002 grazie alla partnership tra BioRegional, Bill Dunster Architects, il Peabody Trust e Arup, BedZED è costituito da circa 82 residenze di differente tipologia e da circa 2500 mq di spazio di lavoro e uffici.

Le caratteristiche principali di BedZED? Innovazione, design e emissioni praticamente zero, nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità ambientale e rispetto del Pianeta. Infatti, ogni singolo aspetto del sobborgo inglese è stato considerato ai fini dell’impatto ambientale, dal materiale per le costruzioni al sistema energetico.

Per le costruzioni sono stati utilizzati materiali naturali e riciclati, provenienti da un raggio di 60 chilometri, così da risparmiare petrolio per il trasporto. La valorizzazione delle risorse locali è centrale nel progetto: il legno di quercia utilizzato per isolare le facciate esterne proviene da foreste del circondario. Mattoni, lastre in gesso e blocchi sono stati realizzati da fabbriche sul territorio e i complementi di arredo sono in materiale riciclato.

I muri degli edifici di BedZED sono sottili, per garantire un risparmio di materiali e scongiurare la dispersione di energia. Le finestre sono grandi, per assicurare una buona illuminazione diurna e abbattere al minimo i consumi di elettricità.

Per quanto riguarda il sistema energetico, il sobborgo è dotato di celle fotovoltaiche che producono il 15% del fabbisogno del quartiere. Il resto è integrato dalla combustione di legno proveniente dagli alberi e i rami potati nelle città vicine. Molta attenzione anche al tema del risparmio idrico: l’acqua piovana e l’acqua di scarico vengono raccolte e depurate, così che gli abitanti possano utilizzarle per innaffiare le piante.

L’impegno dei progettisti di BedZED prosegue anche sul fronte trasporti: un piano ad hoc promuove gli spostamenti a piedi o in bicicletta e l’uso dei mezzi pubblici. Inoltre, gli occupanti hanno diritto ad un parcheggio gratuito e all’utilizzo di colonnine di ricarica per le auto elettriche. possono avere un parcheggio gratuito e la possibilità di ricaricare eventuali auto elettriche.

Insomma, BedZED è una piccola comunità in cui i principi di sostenibilità e tutela dell’ecosistema la fanno da padrone. La sfida che gli architetti hanno lanciato con la creazione di questo ecosobborgo consisteva proprio nel dimostrare che la sostenibilità non solo è efficiente, ma può davvero fare la differenza per la società e per il nostro futuro.

Tuttavia, soprattutto negli ultimi periodi, le critiche a BedZED hanno preso dimensioni consistenti, alimentate perlopiù da sopralluoghi e bilanci che, anno dopo anno, vengono prodotti per monitorare le performance del sobborgo londinese.

Sotto i riflettori della critica, soprattutto il fattore elettricità: i convettori multicolori hanno perso velocità diminuendo il rendimento; inoltre, riscaldamento ed elettricità affidate alle biomasse non funzionano e costringono da due anni alla dipendenza dalle reti nazionali di approvvigionamento.

Il sistema di car sharing fortemente voluto dai progettisti non ha avuto il seguito desiderato fra gli abitanti del sobborgo, che continuano ad utilizzare la propria automobile. Inoltre, le serre in dotazione di ciascun appartamento si surriscaldano notevolmente in estate, gravando sui costi di gestione degli impianti, soprattutto quando parliamo di controllo del comfort igrotermico degli edifici.

Visto da questa prospettiva, il progetto BedZED potrebbe essere interpretato come un fallimento, ma siamo sicuri che sia davvero così? Dobbiamo considerare che BedZED è stato il primo vero esperimento di questa levatura e che, nonostante le problematiche e gli intoppi, l’impronta sostenibile è comunque predominante e i vantaggi sono significativi.

Parlando di risultati, ci basti pensare che BedZED ha generato un risparmio di energia del 16% grazie alla cogenerazione, per non parlare di una sorprendente riduzione delle emissioni di gas serra pari al 40%.

BedZED ha lanciato al mondo una sfida importante: dimostrare che la sostenibilità può prendere realmente forma trasformando le nostre città in ambienti salutari e all’insegna della condivisione. E, se questa è la filosofia che anima il progetto BedZED, sicuramente era e rimane un modello da imitare.

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