Aspettando la COP21, gli appelli dei leader mondiali per il clima

Da Barack Obama alle massime autorità religiose mondiali al CEO di Apple Tim Cook: gli appelli e gli impegni in favore del clima alla vigilia del summit mondiale, confermato a Parigi dopo gli attacchi terroristici.

Da Barack Obama alle massime autorità religiose mondiali al CEO di Apple Tim Cook: gli appelli e gli impegni in favore del clima alla vigilia del summit mondiale, confermato a Parigi dopo gli attacchi terroristici.

Propositi, richieste, impegni, appelli: nei mesi scorsi le dichiarazioni in materia di clima non sono mancate, in preparazione e avvicinamento al summit mondiale COP21, confermato a partire dal 30 novembre in una Parigi scossa e percossa dagli ultimi drammatici avvenimenti legati agli attentati terroristici. “E’ un’azione assolutamente essenziale” ha dichiarato il ministro degli Affari esteri francese Laurent Fabius “e, naturalmente, si terrà“, mentre tutti gli eventi correlati, non indispensabili ai negoziati, saranno cancellati.

Proprio il 13 novembre scorso, il presidente francese François Hollande e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avevano avuto un colloquio telefonico, assumendo l’impegno personale a ottenere un accordo “ambizioso e duraturo” in occasione del vertice.

Barak Obama, in particolare, si è espresso ultimamente spesso e chiaramente in favore di una politica salva-clima, indicando misure urgenti e puntuali come la ultima, grande sfida del suo mandato. Durante il suo viaggio in Alaska la scorsa estate, in un discorso pubblico ha avvertito che, a meno di un intervento deciso per ridurre le emissioni di anidride carbonica, la futura generazione riceverà un mondo irrimediabilmente compromesso.

Ma il Presidente americano è in buona compagnia, e non solo in campo strettamente politico. In questi giorni di cordoglio internazionale in cui i conflitti ideologici si acuiscono ed estremizzano, è bello ricordare come appelli e richieste in favore del clima siano giunti, in ambito religioso, da più e variegate parti. La “Dichiarazione sul cambiamento climatico”, con cui sessanta autorità del mondo islamico riunitisi ad agosto all’International Islamic Climate Change Symposium hanno chiesto ai governi mondiali di firmare un accordo ambizioso, si aggiunge all’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, dedicata alla cura del pianeta. Allo stesso modo, a ottobre il Dalai Lama ha chiesto di agire, subito, per salvare i ghiacciai dell’altopiano del Tibet, custodi della più grande riserva mondiale di acqua dopo i Poli.

Neppure l’universo dei colossi economici si sottrae al dibattito. Un esempio su tutti: la Apple che, nella persona di Tim Cook, CEO dell’azienda e autore del discorso Business That Serves the Public Good, ha parlato agli studenti della Bocconi di Milano di responsabilità sociale e ambiente. “La crisi climatica ci fa ricordare che i nostri destini sono interconnessi. L’ambiente deve far parte dell’agenda delle aziende, abbiamo la responsabilità e l’obbligo di gestirlo. Abbiamo l’obbligo di fare ciò che è giusto fare. Ecco cosa guida la Apple“. A fronte di tutto questo, ben sperare è legittimo e pretendere che alle parole seguano i fatti doveroso.

L’ammonimento che Leonardo Di Caprio, testimonial delle istanze ambientali fra i più attivi all’interno dello star system internazionale, ha rivolto l’anno scorso alle Nazioni Unite in occasione del Summit sul Clima, torna utile ancora oggi: “Onorevoli delegati, i leader del mondo, io fingo per vivere. Ma voi no. […] Ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso. Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà.

You may also like...

Iscriviti alla Newsletter!

Iscriviti per non perdere le news di Nonsoloambiente!