Allarme siccità, l’agricoltura ha sete di pioggia

In Italia è allarme siccità a causa di anomalie idrologiche e termiche. Ingenti i danni all’agricoltura, quantificati in oltre due miliardi di euro da un’analisi di Coldiretti.

Una sete da oltre due miliardi di euro. A tale cifra si calcola ammontino i danni assestati all’agricoltura dalla prolungata siccità che l’Italia sta vivendo in questa estate rovente.

Così, gli agricoltori si trovano a fronteggiare condizioni avverse, più o meno palesi: manca l’acqua per i campi e gli allevamenti di bestiame, e la produzione di latte- avverte Coldiretti– è crollata del 15%.

Stesso discorso per lo specifico settore vitivinicolo che, a causa dell’eccezionalità delle condizioni meteorologiche, vede raccogliere i primi grappoli d’uva con mesi di anticipo. Come dimostra uno studio dell’Università di Thessaly, se il clima cambia insieme alla qualità del vino, la cura del vigneto-da sempre un’opera faticosa-eseguita a temperature elevate richiede pause più lunghe e frequenti, con ulteriori perdite economiche per l’industria del vino.

E in effetti il 2017 si classifica tra gli anni più caldi degli ultimi due secoli, con precipitazioni ben al di sotto della media. Non a caso alcune Regioni hanno già chiesto lo stato di calamità naturale e altre lo faranno a breve. Il Ministro dell’Ambiente Galletti sottolinea come lo stato di sofferenza di fiumi e laghi offra la misura dell’emergenza: “Il lago di Bracciano si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell’Italia centrale, in un quadro italiano in cui sono molte le situazioni difficili dovute alla siccità”.

Anomalie idrologiche e termiche si sono imposte negli ultimi mesi, afferma il Ministero delle Politiche Agricole, “con temperature nettamente superiori alla media (+3,2 °C), associate ad una forte riduzione delle precipitazioni (-53% rispetto alla media del mese di giugno)”.

Stando così la situazione, quali soluzioni si intende adottare per lenire le pene di un’agricoltura tanto provata quanto bisognosa di interventi? Fra i programmi del governo c’è la richiesta alla Commissione Europea per aumentare gli anticipi dei fondi UE della politica agricola comune, ossia la domanda di autorizzarel’erogazione di anticipi, almeno fino al 70%, per i pagamenti diretti e almeno fino all’85% per il sostegno concesso nell’ambito delle misure a superficie dello sviluppo rurale e di applicare una deroga sul greening che consenta agli agricoltori di utilizzare i terreni lasciati a riposo per il pascolo/sfalcio anche nei periodi in cui tale pratica è vietata”.

Tutto questo, mentre il preannunciato anticiclone africano Lucifero si sta abbattendo sullo Stivale, portando con sé un carico di caldo e afa che promette di essere senza precedenti per intensità e persistenza. I veri bilanci per quel che riguarda il settore agricolo non sono, insomma, ancora chiusi: i conti si faranno, dati e danni alla mano, a fine stagione.

You may also like...

Iscriviti alla Newsletter!

Iscriviti per non perdere le news di Nonsoloambiente!