Vertical farm, una realtà innovativa per la produzione di cibo

Una nuova soluzione per produrre cibo? Ecco la vertical farm, un sistema di agricoltura verticale che minimizza l’occupazione del suolo massimizzando la produzione.

Secondo le stime degli esperti, entro il 2050 la popolazione mondiale arriverà a quota 9 miliardi. L’incremento demografico sarà portatore di una grande sfida: come riusciremo a produrre cibo a sufficienza per soddisfare la richiesta?

Il settore agricolo, soprattutto in questi ultimi anni, sta subendo notevoli cambiamenti: la percentuale di terreni coltivabili già impiegata è pari all’80% e, con ogni probabilità, la parte restante non sarà sufficiente per produrre la quantità di cibo necessaria. Se a questo aggiungiamo i cambiamenti climatici e la scarsa ottimizzazione delle risorse, il quadro che ne emerge è decisamente poco rassicurante.

Una soluzione a tutto questo potrebbe essere l’agricoltura verticale o sky farming: come suggerisce il nome, si tratta di una nuova tecnica di produzione di alimenti su superfici sviluppate verso l’alto. Invece di coltivare verdure e altri alimenti su un unico livello, ad esempio in un campo o in una serra, l’approccio verticale ha come obiettivo quello di produrre alimenti in piani verticalmente impilati, comunemente integrati in altre strutture come un grattacielo o un magazzino.

Ma come nasce una vertical farm e quali sono i suoi vantaggi e i suoi limiti? Vediamolo subito.

Caratteristiche e funzionamento

L’idea di lanciare una vertical farm nasce da Dickson Despommier, professore alla Columbia University, dove attualmente insegna Scienza della Salute ambientale.

L’ipotesi di sviluppare un’agricoltura verticale è stata innescata proprio dalle stime sull’incremento demografico e sulla possibilità che, in un futuro, non riusciremmo più a produrre abbastanza cibo da coprire i fabbisogni nutrizionali.

Per Despommier è fondamentale reintrodurre nei centri urbani il concetto di produzione che, negli anni, ha subito una sorta di esilio progressivo. La coltivazione è stata relegata alle campagne mentre, oggi più che mai, è necessario massimizzare la produzione sopperendo alla mancanza di terreni coltivabili.

Il funzionamento di una vertical farm è semplice: grazie a dei grattacieli a uso misto, è possibile integrare le attività agricole con le attività urbane più tradizionali, sfruttando la luce solare e massimizzando l’impiego degli spazi.

Le colture vengono prodotte servendosi di strati impilati in verticale e il controllo artificiale della temperatura, della luce, dell’umidità e dei gas rende possibile la produzione di cibo.

Nelle skyfarm vengono utilizzati, al posto del terreno, mezzi di coltura aeroponici, acquaponici o idroponici. Non meno importante, l’approccio dell’agricoltura verticale utilizza tecnologie e sistemi sostenibili per compensare i costi energetici dell’agricoltura. A dimostrazione di ciò, basti pensare che una vertical farm utilizza il 95% in meno di acqua.

Vantaggi

Come descrive anche il suo ideatore, i vantaggi di una vertical farm sono molteplici, primo fra tutti l’ottimizzazione degli spazi. Gli altri punti a favore dell’agricoltura verticale possono essere riassunti in:

  • Incremento della produzione annuale di colture nei centri urbani;
  • Risparmio idrico;
  • Riduzione dei rischi correlati all’agricoltura tradizionale;
  • Disinteresse verso le condizioni climatiche;
  • Incremento della coltivazione di prodotti BIO, possibile grazie ad un maggior controllo ambientale e alla conseguente eliminazione di pesticidi e affini.

Limiti

Se, da una parte, la vertical farm sembra essere la soluzione ideale per l’agricoltura del futuro, dall’altra il sistema presenta alcuni limiti, che riassumiamo in questi punti:

  • Impossibilità di stimare i costi di realizzazione: ad oggi, la fattibilità finanziaria del progetto non è del tutto definita;
  • Difficoltà contestuali legati all’assenza di insetti: ad esempio, il processo di impollinazione dovrà essere fatto manualmente e ciò comporta oneri non indifferenti;
  • Dipendenza assoluta dalla tecnologia: una vertical farm poggia i suoi fondamenti sull’innovazione tecnologica, per mantenere la temperatura e l’umidità. La perdita di potenza anche per un solo giorno può risultare molto costosa per un’azienda agricola verticale;
  • Più specializzazione del lavoro: una vertical farming richiederà operatori qualificati, aumentando il costo del lavoro. Al contempo, la riduzione delle pratiche di coltivazione tradizionale potrebbe ridurre i posti di lavoro disponibili, a vantaggio dell’automazione.

Sky farming in Italia

Come abbiamo visto, il progetto di vertical farming presenta più facce della medaglia, pur rimanendo assolutamente tra le soluzioni più funzionali e innovative in termini di produzione e ottimizzazione delle risorse.

In Italia, la prima Vertical Farm è a Milano. L’edificio, progettato dall’ENEA, si chiama Skyland ed è stato presentato all’EXPO 2015.

La struttura è stata progettata per essere ad impatto zero: zero rifiuti, zero scarti, zero emissioni.

In questo spazio “ibrido” si alterneranno spazi domestici a stanze adibite all’agricoltura che produrranno cibo biologico per circa ventimila persone, che sarà poi venduto nel centro commerciale sito all’interno dell’edificio stesso.

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