Direttiva acque reflue, dall’Europa 25 milioni di euro di multa per l’Italia

La Corte di Giustizia europea ha sanzionato l’Italia per il mancato adeguamento alle direttive Ue in merito al trattamento delle acque reflue e delle reti fognarie.

Sono ancora più di settanta i centri urbani e i territori italiani sprovvisti di un adeguato sistema di trattamento delle reti fognarie: un ritardo che sta costando caro all’Italia e che continuerà ad essere decisamente esoso, dal momento che la Corte di Giustizia europea ha sanzionato il Paese per il mancato recepimento delle direttive UE. Da Bruxelles, il messaggio arriva forte e chiaro: l’Italia dovrà sostenere una multa di 25 milioni di euro, ai quali si aggiungono 30 milioni di euro per ogni sei mesi di ulteriore ritardo nel recepimento delle direttive.

Gli avvertimenti di certo non erano mancati: già nel 2012 l’Italia era stata condannata per non essersi adeguata alle disposizioni in vigore dal 31 dicembre 2000 e al Paese erano stati concessi quattro anni di tempo per adeguarsi. Nel 2016, però, i risultati auspicati erano ancora lontani: per questo la Commissione Europea aveva avviato un secondo ricorso, richiedendo l’imposizione di sanzioni economiche, alle quali ora è giunto il momento di far fronte. La somma è stata determinata tenendo conto del fatto che il mancato adeguamento ha finora comportato ingenti danni dal punto di vista ambientale e ha provocato – e continua a provocare – danni per la salute, riscontrati del resto anche dai più recenti dati messi a disposizione da Legambiente.

La campagna di monitoraggio e analisi Goletta Verde 2017 aveva permesso la classificazione di aree inquinate per 105 punti sui 260 campionati lungo tutta la costa italiana: una percentuale dunque del 40% presentava cariche batteriche superiori ai limiti di Legge. La situazione, dunque, necessita di essere sanata con rapidità per limitare i danni e poter garantire una gestione delle acque reflue consona a tutelare gli ecosistemi e la salute. Sul tema, non si tratta dell’unico deficit italiano posto sotto la lente dell’Europa. Lo scorso 17 maggio la Commissione europea ha minacciato la richiesta di sanzioni anche per il mancato recepimento della direttiva 91/271/Cee relativa alla gestione delle reti fognarie nelle aree sensibili con più di 10.000 abitanti.

Per l’Italia, inoltre, il problema della gestione delle acque non si limita a quelle reflue: il più recente rapporto Ispra ha fotografato una situazione critica per molti fiumi e laghi su tutto il territorio nazionale. Delle acque esaminate, soltanto il 43% dei fiumi e il 20% dei laghi può dirsi sufficientemente pulito per poter ospitare un ecosistema in salute: una condizione che va sanata il più rapidamente possibile, per evitare conseguenze molto più gravi dei 25 milioni di euro che ci prepariamo a sborsare.

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