Abbandono di mozziconi, cicche e fazzoletti: che fine fanno le sanzioni?

Il decreto del Ministero dell’Ambiente 15 febbraio 2017 prevede una ripartizione a metà dei proventi tra Stato e Comuni per la promozione di campagne informative contro l’abbandono di piccoli rifiuti per strada e l’installazione di raccoglitori.

Nella lotta per il mantenimento del decoro urbano da oggi i Comuni hanno qualche risorsa in più. È l’effetto della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 6 marzo 2017, n. 54 del decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 15 febbraio 2017 «Disposizioni in materia di rifiuti di prodotti da fumo e di rifiuti di piccolissime dimensioni», come scontrini, gomme da masticare e fazzoletti di carta. Questa tipologia  di rifiuti è stata solo di recente inquadrata dalla legge 28 dicembre 2015, n. 221, che, tra le disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, all’art. 40 ha aggiunto una serie di articoli al testo unico ambientale (D.Lgs. n. 152/2016), prevedendo anche una serie di sanzioni in caso di abbandono degli stessi: da 30,00 a 150,00 euro per abbandono sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi, di rifiuti di piccolissime dimensioni, quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare, con un incremento fino al doppio nel caso in cui l’abbandono riguardi i rifiuti di prodotti da fumo.

Per la piena entrata in vigore delle disposizioni sanzionatorie mancava, tuttavia, un decreto interministeriale, funzione che è stata assolta, appunto, dal nuovo D.M. 15 febbraio 2017, che ha definito le finalità d’uso delle somme raccolte, divise a metà tra Stato e comuni.

Nel primo caso, i proventi saranno versati nel bilancio dello Stato allo scopo di costituire un fondo facente capo al Ministero dell’Ambiente che si articolerà secondo due linee di azione. Da un lato, i ricavi saranno utilizzati per promuovere campagne informative a livello nazionale, mentre dall’altro serviranno per  l’installazione, nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale, di appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo.

Oggetto delle campagne informative saranno i danni per l’ambiente legati all’abbandono dei mozziconi sul suolo, nelle acque, nelle caditoie stradali e nel sistema fognario, i benefici in termini economici e ambientali legati al corretto smaltimento dei mozziconi, le sanzioni previste in caso di abbandono e la possibilità di attivare per i rifiuti di prodotti da fumo specifiche procedure di raccolta differenziata atte a destinare i rifiuti di prodotti da fumo a specifiche filiere di recupero, piuttosto che al conferimento in discarica. A queste attività informative dovranno obbligatoriamente prendere parte anche dei produttori dei prodotti da fumo che, in aggiunta, potranno, in via facoltativa, sostenere analoghe iniziative a livello comunale e, addirittura, promuovere autonomamente altre campagne sugli stessi temi insieme ad altri soggetti (stakeholder, associazioni ambientaliste eccetera) attraverso i canali che riterranno più idonei e a prescindere dalla disponibilità delle somme presenti sul fondo ministeriale.

La maggior parte dei fondi gestiti dai comuni serviranno essenzialmente alla promozione di campagne informative (con la partecipazione facoltativa dei soggetti sopra citati) che potranno prevedere l’organizzazione di eventi e incontri di sensibilizzazione della cittadinanza anche attraverso la distribuzione di materiali dedicati come brochure e gadget. In via residuale, i fondi potranno essere utilizzati per  l’installazione di una rete di raccoglitori debitamente segnalati, corredati di informazioni sui danni da abbandono e sulle relative sanzioni e resistenti all’esposizione agli agenti atmosferici e per la pulizia di caditoie e di tombini facenti parte del sistema fognario.

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